martedì 9 luglio 2013

SBEM! Beccateve questa!


Che uno dice: ma dopo il primo articolo in cui hai smerdato SUA MAESTA' The Last of Us ti hanno permesso pure di pubblicarne un altro? Non bastano i 200 e passa commenti dove ti mandano a cagare perchè non capisci un cazzo di videogame?

Evidentemente no. Anzi mi hanno chiesto di farne una rubrica...


E allora vai con gli altri insulti: "ah siete capaci solo di fare visite smerdando i giochi", "è solo un modo per fare qualche click in più", "siete dei troll di merda e le vostre madri fanno lavori poco rispettabili", "Il Tribe fa schifo, sicuro tutta la redazione vota PDL" ecc ecc....

Intanto continuate a leggere e a commentare gli articoli di questo povero stronzo, che quei click in più ci fanno comodo. Grazie.


P.S. Super Mario ha rotto il cazzo.

P.P.S. Uno dei giochi di punta di PS4 al lancio sarà Drive Club....CHI????

P.P.P.S. Ma se pago un piccolo extra posso lasciare il kinect alla cassa quando vado a comprare XBOX One?

domenica 7 luglio 2013

Hunger Games: perchè non è così anche il Grande Fratello?


Torniamo a parlare di film, di Hunger Gamers in questo caso. Questa pellicola di cui ho sempre sentito parlare un gran bene, di lei e dell'omonimo romanzo di Suzanne Collins, da cui il film è tratto. 
Ma io non leggo libri, è una lunga storia.

Dunque, piccola sinossi.:

In questa società del futuro, che ripudia tutte le guerre avvenute negli anni passati in cui i 12 distretti di Capitol City (la città più figa del regno) si sono ribellati all'autorità centrale, si organizza un'evento piuttosto "originale", per commemorare o, secondo la mia interpretazione, esorcizzare le assurdità della guerra.
Si organizza una specie di grande fratello. Si sorteggiano un giovane ragazzo ed una giovane ragazza da ognuno dei 12 distretti e li si butta in un gigantesco ecosistema virtuale, chiamato "l'arena".

Cosa devono fare i pischelli in questione? Devono ammazzarsi a vicenda finchè solo uno rimarrà in vita e verrà decretato il vincitore degli Hunger Games, questo il nome dell'evento che si svolge ogni anno...Ci sono altri diecimila particolari ma ve li andate a leggere su wikipedia che il background è lungo e pure parecchio interessante!
Continuiamo dicendo solo che la protagonista, Katniss (una bravissima Jennifer Lawrence), si sostituisce volontariamente alla sua giovane sorellina e viene affiancata dall'impauritissimo Peeta (un pessimo Josh Hutcherson) per rappresentare il 12esimo distretto (il più povero e sfavorito guardacaso) agli Hunger Games.

Il film, già di suo, gode, come dicevamo, di un background (ma quanto mi piace sta parola?) della madonna e di sviluppi che potrebbero essere ancor più entusiasmanti.
Tutta la fase di preparazione agli Hunger Games, la descrizione di questa spietata civiltà che gode nel vedere in diretta mondiale 24 ragazzi che si massacrano è di una bellezza sconvolgente. Lo spettatore rimane letteralmente soggiogato dall'abilità con cui ogni particolare di questo "mondo" è stato trasposto. Insomma tutto il contorno è qualcosa di eccezionale...E' la ciccia che, alla fine della fiera, risulta un pò stoppacciosa.
A parte i due protagonisti ed il loro ambiguo rapporto (reso molto bene va detto) il resto della compagnia è buttato lì un pò a caso, compreso il badass di turno, questo Kato che tutti temono...

Che non è il Kato interpretato da Bruce Lee...Di quello c'era d'aver paura davvero.

Il problema di Hunger Games è che risulta un film poco coraggioso agli occhi dello spettatore più smaliziato e assetato di sangue.
A parte la scena dell'inzio dei giochi, dove muoiono brutalmente gran parte dei concorrenti, si assiste ad una cavalcata di situazioni alla Rambo che non sfociano mai in uccisioni che lo spettatore ricorderà.

Il regista Gary Ross (che può essere ricordato praticamente per la sola sceneggiatura di Big), infatti, non si preoccupa mai di mostrare le uccisioni in tutta la loro spietatezza (cosa che sarebbe stata logica visto che il film è incentrato su questo) a opta più per un vedo/non vedo che poi alla fine è più la roba che non si vede e soprattutto per una serie di morti sceme, ma sceme forti (ma questa forse è più colpa dell'autrice del romanzo). 
Il fatto è che anche quando si vedono crepare dei ragazzi poco più che adolescenti, non si prova nessun tipo di compassione o pena o rabbia o malumore nei loro riguardi....Nessun personaggio crea empatia o antipatia verso lo spettatore, anzi, non si vede l'ora che crepino tutti il prima possibile per vedere come a finire la questione...Lo scontatissimo menage a trois fra Katniss, Peeta e Kato.
L'interessante concetto degli sponsor (aiuti in-game che i partecipanti più meritevoli ricevono durante i giochi) non è approfondito a dovere e alla fine non si capisce bene come funzioni.
Non si capisce nemmeno se questa arena in cui i ragazzi combattono è del tutto virtuale o meno, visto che gli "strateghi", che curano anche la regia del reality (pur percependo un solo stipendio, lo andassero a dire ai sindacati) sono in grado di creare digitalmente ostacoli, bestie affamate e altri pericoli e trasporli in tempo reale in questo pseudo-territorio.

L'arco comunque va un casino in questi ultimi anni, tra cinema e videogames non si ammazza più nessuno con una fottuta pistola.

Andiamo sui protagonisti: se la Lawrence è perfetta nel suo ruolo e ben presto ci affeziona a lei non si può certo dire lo stesso per quella faccia da Gasparri di Josh Hutcherson...Inutile dall'inizio alla fine nonchè dotato per circa 120 minuti della medesima espressione, come un novello Nicolas Cage.
Il film scorre via comunque in modo tranquillo, nonostante la pessima regia traballante di Ross e l'ancor più tremendo montaggio clippettaro firmato dallo sconosciuto trio Mirionne/Welfing/Capp
Ciò che però spreca più di tutti un ottimo script è il telefonatissimo finale, che vi spoilero perchè non mi fraga una ceppa: anche un morto di sonno capirebbe che alla fine i due eroi del distretto 12 riusciranno a farla franca. Non c'è UN MOMENTO UNO in cui uno dei due rischia di morire. Questa è la più grande debolezza del film: avere l'arroganza di basare la sua riuscita esclusivamente su tante buone idee.
Ma se poi a queste idee non gli dai un compimento ed uno sviluppo degno scoppiano in una bolla di sapone.

In definitiva...Un film da vedere? Certo che si, ma non aspettatevi un capolavoro, proprio no (pure se le premesse c'erano tutte). 
A me è piaciucchiato ma mi aspettavo, come detto, un film più cruento e coraggioso, come logico che fosse. Ma è pur sempre un film per teenager che devono scegliere tra questo e Twlight. Bhè lì non c'è gara e allora si che Hunger Games diventa un capolavorone.

P.S. Il prossimo 22 Novembre è in uscita il seguito: Hunger Games - La ragazza di fuoco. Mio livello di attesa: zero.

P.P.S. Come i libri, i film dovrebbero comporre una trilogia. Comunque sia è citofonatissimo il fatto che la vittoria di Katniss e Peeta farà scoppiare ancora una volta la ribellione e quindi la guerra in tutti i 12 distretti.

venerdì 5 luglio 2013

Stay hungry, stay foolish...STATV ACCUORT!


Questo post nasce dalla necessità di riportare sulla retta via, o almeno provarci, tutti quei poveri disgraziati che sono diventati schiavi di una moda incomprensibile. Soggiogati da un marchio che ha indubbiamente un appeal importante ma si preoccupa più di far presa sulle "tendenze" piuttosto che sul reale avanzamento economico.

In poche parole: vi spiego perchè, secondo me, se comprate un iPhone non avete capito un emerito cazzo.

Ok ok ne hanno già parlato in tutte le salse ma stasera non ho proprio un cazzo da fare e sono incazzato perchè non mi funziona bene Whatsapp. Avrò il diritto di sfogarmi no?

Dunque, iPhone 5. Ancora una volta, il miglior iPhone di sempre. Così recita uno dei tanti spot sboroni di Apple. Che a Cupertino il marketing lo sanno fare, gli smartphone un pò meno.
Perchè se fai un nuovo terminale di fascia altissima e per prima cosa lo realizzi con materiali più economici e scadenti del tuo precedente apparecchio, significa che vuoi abbassare i costi. Ma poi perchè non abbassi anche i prezzi?

Per merito di questi dementi qui sotto:

No, non è la fila per andare al cesso...O si?

Ma per carità, ognuno coi suoi soldi fa quello che vuole. Se uno desidera uno smartphone da 729 euro (prezzo di listino dell'iPhone 5, che non verrà modificato per tutto il ciclo vitale del telefono, come ogni iPhone) è libero di comprarselo. Poi però è lo stesso che utilizza tutte le app free per non spendere 0.89 cent, ma questo è un altro, lunghissimo, discorso.

Ma andiamo avanti. Oltre al sistema operativo, che può risultare più o meno comodo a seconda dei gusti (io ho provato IOS per pochi giorni e trovavo alcune scelte del tutto incomprensibili. Alcune operazioni sembrano un tizio che gli prude l'orecchio destro e se lo gratta con la mano sinistra.)
Ma soprattutto. Cosa ci trova la gente in un OS che praticamente non ha innovato niente negli ultimi 4 anni?
Ma anche qui, soggettivo.
Continuiamo? Ma si, che i fan Apple quando gli fai notare che li stanno prendendo per il culo da anni sotto sotto ci godono. Essere presi per il culo fa figo.

Accessori: ogni iPhone uscito ha cambiato il proprio set di accessori. Così, se uno ha una gamma di accessori per il suo bel iPhone 4 (dock, caricatori per auto, supporti vari ecc ecc) , può fare un bel paccone e buttare tutto nell'indifferenziato, perchè tanto iPhone 5 monta il nuovo ingresso per connettore lightning.
Che vale a dire:"devi ricomprare tutto, coglione...La cassa è da quella parte. Grazie e torni a trovarci" (e state certi che il coglione tornerà a trovarli).

Vogliamo parlare della batteria che dura meno delle alkaline marca Ikea? No dai che li è come sparare sulla croce rossa e ho visto troppi possessori di iPhone rimanere senza batteria già alle 3 del pomeriggio. Di notte sento ancora le loro urla, non posso dimenticarle.

Andiamo di fotocamera, che ormai di telefonare non frega più un cazzo a nessuno. 
8 megapixel, full hd con tecnologia HDR di ultima generazione.
Il sito apple recita (testuale):
"La fotocamera iSight di iPhone 5 ha 8 megapixel e funzioni HDR ancora più evolute, così le foto che scatti hanno colori e toni migliori e risultano meno mosse. Anche se c’è poca luce, la fotocamera iSight scatta foto splendide e ricche di dettagli."

Ecco la foto ricca di dettagli anche se c'è poca luce:

Certo, Giuliano Ferrara con la barba a treccia con due camosci sul pianoforte non è il massimo come soggetto

Stessa soggetto, stesse condizioni di luce. Foto scattata con Nokia Lumia 920 (350 euro. Fotocamera da 8.7 megapixel con ottiche flottanti e stabilizzatore di movimento Carl Zeiss con doppio flash LED....SCUSSASE'PPOCO!)


Ma che il reparto video/fotografico di iPhone faccia cagare a spruzzo è una cosa risaputa fin dal primo modello. Dopotutto Apple non punta su quello. iPhone è uno stile di vita, un modo di pensare.
Un modo di pensare sbagliato, viene da pensare a me, dall'alto della mia ignoranza.

Perchè mi è ancora oscuro cosa porti un individuo a dissanguarsi per portarsi a casa un prodotto tecnologico di qualità palesemente inferiore, che non propone nulla in più rispetto alla concorrenza ed è incapace di fare passi avanti rispetto a se stesso. 
Trovate una differenza strutturale tra iPhone 4 ed iPhone 5. Il primo che dice Siri verrà crocefisso in sala mensa. Il primo che dice il navigatore integrato passerà una notte con Calboni nella zona cucina-cesso.

Perchè diciamocelo chiaramente. Per 730 euro Apple non vi propone NULLA di realmente superiore alla concorrenza, anzi, vi propina un prodotto inferiore ad un prezzo da denuncia penale....Ma con le straordinarie colorazioni NERO ARDESIA e BIANCO PERLA!
A Cupertino, in fondo, sono più impegnati a fare causa a Samsung ogni due settimane. Però le vincono tutte, che alla Apple oltre al marketing vanno forte anche in giurisprudenza.

Cosa posso dirvi di più? Che il processore dell'iPhone 5 è il meno potente tra gli smartphone di fascia alta sul mercato? Che ha una qualità ricettiva pari a una calcolatrice? Che quei tristoni che usano Siri per chiedergli le cose più idiote, tipo "Siri mi ami?" fanno veramente pena?
Che poi perchè insisto sul 5? Non comprate un iPhone e basta. Il correttore automatico tra l'altro è più irritante di Barbara D'Urso e perspicace come il figlio di Bossi.

Si è mica capito che il sottoscritto ha un Lumia 920 e pensa che Windows Phone sia Dio?

Anche per questo spot qui:



Insomma stay hungry, stay foolish....Switch to Lumia...O almeno non fatevi prendere per il culo. 
Rispettate il vostro cervello. Non fate come Fry...


mercoledì 3 luglio 2013

La serie TV della vita: da uno che non ama le serie TV


Una persona che generalmente non è amante di telefilm, difficilmente si appassionerà mai ad uno in particolare. Certo, ormai ce ne sono di tutti i tipi, per tutti i gusti, per tutti i target.
Io continuo a non essere un grande amante delle serie TV, fondamentalmente per un motivo: non ho pazienza.
Non ho pazienza di attendere una settimana per sapere come continua la storia, se un personaggio crepa, se un altro campa, se la capra sta sopra o sotto la panca.
A pensarci bene, a parte Friends (che rimane la serie TV del secolo) e le prime stagioni di C.S.I (quelle con Grissom) ultimamente mi sono trovato a "provare" qualche altra soluzione.
The Walking Dead mi aveva preso dopo la prima stagione. La seconda però l'ho smessa di seguire quasi subito per il motivo di cui sopra. Alla fine mi sono sparato tutte e 12 le puntate in un giorno (due coglioni infiniti). Della terza serie ho retto dieci puntate, poi la morte per sonno è sopraggiunta e non ho recuperato nemmeno il finale di stagione.
Avevo provato a vedermi qualche puntata di Lost...Fortuna che mi sono accorto quasi subito che fosse una stronzata clamorosa.
Ho provato Flash Forward, Falling Skies, American Horror Story e tantissima altra roba...Mi mancava solo Centrovetrine...Ma niente.
Non scoccava la scintilla.
Poi un giorno, nel mio eterno girovagare per negozi di elettronica, trovo un'offerta clamorosa su una serie di cui avevo sempre sentito parlare bene: The Shield. Tutti e 7 i cofanetti (uno a stagione) a 9.99.

Piccola digressione

Per chi non lo conoscesse, The Shield parla dello Strike Team, una squadra di assalto rapido istituita come esperimento dal dipartimento di polizia di Farminton (Los Angeles). La squadra è capitanata dal detective Vic Mackey (uno straordinario Michael Chiklis) che ha sotto di se i detective Shane Vendrell (uno schifosamente magnifico, o magnificamente schifoso, Walter Goggins), Curtis "Lem" Lemanski e Ronald "Ronnie" Gardoki.
La squadra funziona e stabilisce da subito il record di arresti per tutti i distretti. Il problema però è che Vic Mackey e i suoi vogliono mettere da parte un "fondo pensione" e per questo cominciano a favorire gli spacciatori del quartiere, a effettuare rapine, a inquinare prove e a effettuare omicidi.
Il dipartimento tutto comincia a dubitare di loro e ben presto lo Strike Team finisce nel mirino delle indagini interne, che si risolvono sempre in una bolla di sapone....Vic e i suoi sembrano farcela sempre ma sin dalla prima puntata sono costretti a dormire con un occhio aperto e la pistola sotto il cuscino.

Fine digressione

Una vocina interiore continuava a martellarmi e la scena di me davanti allo scaffale fu più o meno questa:


Tornato a casa in una calda giornata di luglio comincio a guardarmi la prima stagione...la seconda, la terza...Insomma in due o tre giorni faccio fuori tutte e sette le stagioni.
Avevo trovato la serie TV della vita.

Perchè The Shield non è una semplice serie. 
E' un poliziesco che colpisce duro lo spettatore in un triliardo e mezzo di occasioni, riesce nell'intento di farlo affezionare a 4 poliziotti corrotti che in più di una situazione si rivelano peggiori dei criminali che dovrebbero combattere e con cui, invece, più di una volta si trovano a collaborare.
Il loro essere messi continuamente in discussione da tutto il dipartimento, sempre nel mirino delle indagini interne, sempre con il fiato sul collo dei colleghi che sanno di aver a che fare con dei criminali veri e propri ma alla fine non riescono mai a incastrarli.
Fin dalla PRIMA PUNTATA lo spettatore viene letteralmente violentato dagli avvenimenti e questo avviene per ogni singola puntata di questo straordinario telefilm.
Non c'è una puntata fiacca, non c'è una stagione sottotono.
E' una cavalcata a 300 all'ora verso uno dei finali più emotivamente provanti della storia della televisione (e del cinema perchè no).

Non parliamo nemmeno della quarta, quinta e sesta stagione che hanno due guest star d'eccezione mica da ridere: Glen Close (eccezzionale, non ci sono altre parole per descrivere il suo stint nella serie) ma soprattutto Forrest Whitaker, forse la nemesi più azzeccata per Vic Mackey in tutte e sette le stagioni.

E poi c'è Vic Mackey, il personaggio più profondo che io abbia mai conosciuto in qualsiasi ambito audiovisivo, dal cinema ai videogiochi. E' straordinariamente viscido, crudele, cinico e spietato. Il suo attaccamento ai membri della squadra è commovente e per questo le ultime due stagioni saranno come una coltellata al cuore per lo spettatore.

Hanno fatto fuori uno dei nostri, faremo fuori uno di loro: prima regola del buon poliziotto

The Shield è una serie da uomini, questo va detto. E' molto testosteronica. Comunque sia sarà impossibile trattenere LE LACRIME in almeno un paio di occasioni. Roba che ancora mi fa venire i brividi.
Ed il continuo senso di malessere che si prova quando ci si accorge di stare facendo il tifo per la squadra sbagliata....Ma la forza di questo fantastico telefilm non è solo questa. E' il permettere allo spettatore di vivere altre duecentomila storie relative al distretto, tutte slegate e al contempo legate alla vicenda principale. Tutto funziona come un orologio svizzero. 
La regia poi è sorprendentemente fantastica per tutte e sette le stagioni, con questa camera a mano praticamente onnipresente che ha però l'accortezza di non far vomitare lo spettatore ogni 3x2 come in quella stronzata di Cloverfield
Sorprendentemente perchè in pratica il regista cambia di episodio in episodio, basti pensare che anche i protagonisti ne hanno girato qualcuno.


Guardatelo, appassionatevi a The Shield. Sarà l'esperienza televisiva più intensa che potreste mai provare.

Queste mie raccomandazioni però sono del tutto superflue. Vi basterà vedere la prima, sconvolgente puntata, per fiondarvi a vedere tutte e sette le stagioni.

STRIKE HARD. STRIKE FAST.

martedì 2 luglio 2013

The Lone Ranger: Johnny Depp e il suo trasformismo monotematico


Oggi parliamo di "The Lone Ranger", film che NON HO ANCORA VISTO. Fatta questa debita premessa mi appresterò a dire semplicemente cosa mi aspetto da quest'ultimo blockbuster per tutta la famigghia targato Disney.

Piccola digressione: "The Lone Ranger", in Italia "Il Cavaliere Solitario" fu un programma radiofonico di successo (non capirò mai come un tempo ci si potesse intrattenere con i rumori di pistole e degli zoccoli di cavallo in un programma radio, ma c'è gente che trova interessante Servizio Pubblico quindi...) che a sua volta era tratto da un famoso fumetto ed il tutto ispirò una serie televisiva anch'essa di successo, che il western una volta andava un casino, quasi quanto i vampiri di adesso.

Comunque: regia affidata al pacioccone Gore Verbinski che, GUARDACASO, aveva già diretto Johnny Il Bello nella trilogia di Pirati dei Caraibi. Tre film che avevo apprezzato più o meno abbastanza, contando che larga parte delle tre produzioni la teneva sempre in piedi Jack Sparrow.

Quindi, appena ho visto il primo trailer di "The Lone Ranger" (questo qui sotto)


Sapevo già cosa aspettarmi dal film e da Johnny Depp.
Il nostro bel tenebroso di Owensboro infatti è qualche anno che tira fuori una serie di personaggi non propriamente diversificati, anzi per meglio dire tutti uguali.
Il "danno" lo ha fatto proprio sto benedetto Jack Sparrow, che ha attaccato il morbo dell'eroe scemo a Willy Wonka, al cappellaio matto, a Jack Sparrow (sempre più scemo di film in film) e infine a Tonto, questo il nome del nativo americano che aiuta il cowboy mascherato (n.d.r.).

Nativo americano che nella serie TV amerrigana c'ha la faccia ancora più da scemo. Johnny...PUPPA!

Il risultato, se vedete anche il trailer di The Lone Ranger, è che ne escono tutte interpretazioni a loro modo divertenti e riuscite ma UN PELO simili tra loro.
Questo film in particolare sembra voler spingere sto Tonto come il nuovo Jack Sparrow, magari in attesa del quinto film della serie di Pirati, come se quella cagata pazzesca del quarto non fosse stato abbastanza.
Di fatto la trama sembra un pò tirata via per le orecchie, con questo riccone che attraverso la costruzione della nuova ferrovia che attraverserò gli States si mette in testa di controllare tutto il cucuzzaro.
Un pretesto come un altro per far esplodere un macello di roba, maltrattare i protagonisti in ogni modo e permettere a Johnny Depp di fare i suoi balletti e le sue battute sceme, che sto giro sono sceme sceme deep inside.

Trova le differenze

Ma giustamente è un film per famiglie e non lo puoi fare splatter come lo farebbe Tarantino, che poi alla Disney se vedono pure una goccia di sangue ti tagliano i fondi e li trasferiscono tutti sulla produzione del nuovo Star Wars, per la gioia di tutti i ciccioni sudati che idolatrano la saga dell'ancor più pacioccone Geroge Lucas.

E quindi cosa mi aspetto e ci aspettiamo da questo Cavaliere Solitario? Indubbiamente un film spettacolare, che Gore Verbinski  non bada certo a spese in quanto a VFX...Certamente però andrò al cinema già pronto al solito showcase di Johnny Depp (che, stando al trailer, godrà anche di un doppiaggio discretamente pezzente e artificioso come poche altre cose al mondo) e di un goffo tentativo (che riuscirà sicuramente) di replicare il successo di Django Unchained, dopotutto il western rivà una cifra quest'anno, più dei vampiri.

Tutto questo però per domandarci una cosa ed una cosa sola: siamo tutti abituati a vedere Johnny con delle schifezze indicibili sulla capoccia. Addirittura la Disney aveva imposto che Jack Sparrow avesse un nuovo ornamento nei capelli ad ogni film...Ma stavolta, seriamente, chi cazzo ha pensato che ficcargli una cornacchia VIVA sulla testa sarebbe stata una buona idea?

Vabbè John, siamo capaci tutti a rispondere "STOCAZZO

lunedì 1 luglio 2013

Il fracasso degli accondiscendenti


Qualche giorno fa avete potuto apprendere il mio disappunto sull'ultimo videogame di Naughty Dog, quel The Last of Us che aveva racimolato una vagonata di 10 a destra e a manca.
Qualche giorno dopo mi sono trovato a scrivere la mia seconda opinione "ufficiale" per la MIA testata.
Oggi l'articolo è stato pubblicato e non vi dico cosa sta uscendo fuori dalle tastiere degli utenti...Mi chiedo se certa gente riceva una diaria da Sony visto quanta passione mette nel difenderla o, come in questo caso, nell'insultare chi la attacca.

Che poi di Sony o Microsoft a me non è mai fregato un cazzo. Se un gioco fa cagare lo fa a prescindere dalla console.

Comunque sia vi dico una cosa. Mi stanno accusando di essere un troll. Ci sono rimasto molto male. Un troll provoca andando costantemente controcorrente, senza preoccuparsi della coerenza.

Io esprimo un opinione e sono molto versatile nel farlo....Della serie:

COSI' si smerda un gioco palesemente

COSI' lo si fa elegantemente ed anche con un certo stile


Problem?



giovedì 27 giugno 2013

Non abbiamo sentito la campana!


Rieccoci qui. La conosciamo bene questa sensazione, tutti quanti. Quel groppo in gola che non va via per giorni, l'amarezza di non aver portato in fondo ciò che era nostro di diritto.
Incassiamo ancora una volta, con dignità. Quella no che non ci manca mai.
Al di là dell'importanza della competizione fa male. Cazzo se fa male. Perdiamo ancora una volta contro una Spagna che di Campione d'Europa e del Mondo ha giusto quello stemma sulla maglia a ricordarglielo.
Perdiamo ancora una volta ai rigori, come agli europei di quattro anni fa.
Perdiamo dopo aver fatto una partita eroica, gagliarda, a tratti commovente. Quella che avremmo dovuto fare nella finale dello scorso anno, quando ci annientarono senza appello.
Eppure a questa nazionale bisogna abbracciarla forte e volergli tanto bene. Perchè da qualche anno non è ne una squadra di giovani promesse nè un gruppo di veterani, è un ibrido che apparentemente non aveva nemmeno ragione di esistere, senza un numero 10 alla Del Piero o alla Totti a fargli fare il salto di qualità.
Eppure siamo sempre lì, a dare fastidio alle grandi, dimenticandoci sempre che i più grandi siamo noi nonostante i tanti problemi che ci portiamo dietro.

Perchè è dura vedere Gigi che commette più errori di quanti ne commetteva qualche anno fa, ma quando c'è da salvare il risultato è sempre pronto, il Capitano. Fa male vedere Andrea lottare in mezzo al campo nonostante sia in riserva da un bel pezzo, dopo una carriera leggendaria. Fa male vedere tanti ragazzi che a questi livelli non ci sono mai stati...I vari Giaccherini, Candreva, Giovinco, Maggio....che nonostante tutto combattono come leoni su ogni pallone, come i veterani. Come quel De Rossi che è sempre l'ultimo a mollare e sempre il primo a farsi gonfiare la vena del collo quando c'è da esultare.


Fa male vedere il Mister che si sgola fino al 120esimo, con lo sguardo di chi crede profondamente in ognuno dei suoi ragazzi. Fa male perdere ancora una volta contro di loro. Ma andiamo avanti, come sempre. Ci siamo abituati.
E quelli là, che esultano dall'alto dei loro campioni milionari, abituati da sempre a vincere (e a simulare) dovrebbero solo preoccuparsi di questa serie di batoste che ci rifilano da qualche anno. Gli ultimi che ci hanno riso in faccia per tanti anni, infatti, hanno dovuto pagare un conto salatissimo quando era il momento giusto. Anche loro hanno fatto quel percorso lì...I più forti di sempre. Ora sono tornati a cuocere baguette e a friggere rane.

Perchè alla fine della fiera quelli che vincono le partite col sudore della fronte, buttando anima e cuore su quel cazzo di rettangolo verde, dando calci e spinte senza per forza tentare il dribbling o il doppiopasso che infiamma il pubblico. Quelli alla fine siamo sempre noi.
Quelli che per  oltre un ora e mezza prendono a pallonate i Campioni del Mondo facendoli letteralmente cagare sotto, costringendoli a giocare ALL'ITALIANA, con 9 uomini dietro la linea della palla, difendendosi con la paura negli occhi.

Ce ne andiamo a casa ancora una volta, a testa alta però, come sempre. Più incazzati di prima e pronti a prenderci la nostra rivincita, come abbiamo sempre fatto.

E' di questo che tutti gli altri devono avere paura. Soprattutto quei nani con la casacca rossa e gialla. perchè non ci saranno sempre i pali e i rigori a salvargli il culo.

Ci vediamo l'anno prossimo.

Uno lo adori, uno lo odi, uno lo aspetti: 3 giochi di cui vale la pena parlare


Dall'E3 di quest anno sono uscite tante cosette interessanti, a parte la presentazione delle due nuove console...Con Nintendo chiusa in un angolo a battersi la mano sulla testa.
Tanti giochi che promettono davvero bene, anzi, per dirla alla Cassano "bene bene oh".

Piccola digressione sportiva: quanto è quotato Cassano che da fuoco a tutta la sede del Parma entro Gennaio?

Oggi però voglio spendere due parole per tre giochi ben precisi. Uno uscito quest anno che ho adorato, un altro sempre uscito quest anno che non mi è piaciuto manco per il cazzo (e che ormai dovreste conoscere bene n.d.r.) ed uno che ancora deve uscire per il quale sto sbavando da almeno un annetto, visto che se non ricordi male, lo hanno annunciato all'E3 dello scorso anno.

Partiamo?

Glie l'ho detto mille volte a Songbird di non fare il bagno dopo mangiato

BIOSHOCK INFINITE


Per quanto mi riguarda Bioshock Infinite (di cui potete leggere la recensione del sottoscritto) non è soltanto il capitolo più bello della serie, non soltanto è il videogame con la storia meglio costruita e tematicamente più complessa e intrippante mai creata, non è il punto più alto raggiunto in questa generazione di console.
Bioshock Infinite è un'opera d'arte, come e più del capostipite della serie.
Irrational Games è riuscita ad innovare un brand senza stravolgere il suo concept di base, che ne aveva decretato il successo.
Cercate pure in giro ma difficilmente troverete un action/adventure/fps (chiamatelo un pò come volete) di questo livello, con una così marcata varietà di situazioni, di segreti da scoprire e di colpi di genio infilati nei punti giusti, nei momenti giusti.
Uno dei colpi di genio più grandi della produzione potete vederlo nello screen qui sopra (n.d.r.).
Per quanto io sia favorevoli alle saghe lunghe e concatenate, per la prima volta spero che Bioshock termini così, come il titolo ed il finale del gioco suggeriscono: con l'Infinito, per il semplice motivo che sarà quasi impossibile fare di meglio.


Devo portarmi in giro sta ragazzina che non è capace manco di lavarmi e stirarmi una camicia

THE LAST OF US

Come avrete intuito nel post di qualche giorno fa, The Last of Us non rientra propriamente nella lista di quei giochi che giocherei una seconda volta. Ma manco se mi minacciassero di evirarmi con un coltello arrugginito. Joel ed Ellie sono riusciti persino a battere la spietata concorrenza di Crysis 3 e Metal Gear Rising nella classifica dei tuoi personali bidoni di questa prima metà di 2013.
E' inutile che mi dilunghi nuovamente elencando la serie interminabile di magagne del titolo Naughty Dog, su quanto sia noioso, ricopione, spocchioso e presuntuoso per tutta la sua interminabile durata. Di quanto il finale faccia ridere i polli e su quanto speri che non tirino fuori un seguito jamais!
Un brutto videogame che ha deluso le mie aspettative e mi ha alleggerito di 100 euri.
Si perchè lo stronzo qui presente ha pensato bene di prendere pure la limited. Drogarmi come tutti no eh?


Ehi cazzone mi righi il cofano della macchina così!

WATCH DOGS

E' tutto intorno a t...No aspetta quella era Megan Gale. E' tutto collegato. Già il concept di base di Watch Dogs è una figata megagalattica. Sto tizio che se ne va in giro ad hackerare tutti i dispositivi elettronici della città col suo smartphone è un qualcosa che piacerebbe a chiunque, dai su ammettetelo. Il fatto poi che il gioco sia un misto di Assassin's Creed, Splinter Cell e Ghost Recon (insomma un gran galà Ubisoft) non può che generare in me commozione ed anche una mezza erezione (facciamo mezza che c'è crisi e non si possono sprecare erezioni complete a vuoto).
Comunque sia anche la natura sandbox di Watch Dogs non sembra affatto da sottovalutare: la città promette di essere enorme con centinaia di edifici esplorabili e migliaia di dispositivi con cui interagire.
Si sa ancora poco del multiplayer ma si è intuito che verrà gestito attraverso un sistema drop-in drop-out che permetterà a diversi giocatori di unirsi alla vostra partita, di interferire col vostro operato o magari aiutarvi o magari non cagarvi di pezza chissà.


Io so solo questo:

DeadSec Edition con statuozza di Aiden Pearce (il protagonista). 100 euri da Amazon

P.S. Era fica anche la Vigilante Edition (esclusiva GameStop) che include nella confezione il travestimento facciale uguale a quello del protagonista del gioco. Ma siccome in passato indossai un passamontagna per il freddo e per poco dei passanti non chiamarono la polizia (solo dopo però mi accorsi che aspettavo un amico davanti ad una gioielleria e che effettivamente potevo destare qualche LEGGERISSIMO sospetto) non avrei occasione di indossarlo in pubblico e sarebbe un vero peccato.

sabato 22 giugno 2013

La veramente vera recensione di The Last of Us


Dite la verità, quella sfilza di 10 hanno infinocchiato anche voi. Io ammetto che, per la prima volta, mi sono fatto influenzare da tante recensioni così entusiastiche e da quella vagonata di perfect score.

Questa però è la recensione vera su The Last of Us, che viene da uno che possiede entrambe le console e che per il gioco in questione ha speso 100 euro comprando la Limited Edition (carina tra le altre cose).

Sono al di sopra di ogni sospetto ora? Bene. Sonari fatevi il segno della croce.


The Last of Us parte col botto, non c'è che dire. Erano anni che un gioco non aveva un incipit così duro e coraggioso. Il preludio per una delle storie più belle della generazione? Macchè, vi piacerebbe...

La storia di TLOU è un accozzaglia di situazioni viste e riviste in altri videogame (Uncharted, mmm guarda un pò) e serie TV (The Walking Dead). I colpi di scena che vorrebbero farti saltare dalla sedia non è che sono telefonati, passano sotto casa, suonano il clacson e vengono a citofonarti.
I due protagonisti sguazzano nell'anonimato per tutta l'avventura. Joel è il più classico dei morti di sonno, uno di quelli che prima fa tutto il duro e poi fa tutto quello che gli dicono come un cagnolino. La ragazzina Ellie cerca di darsi un tono lanciando una parolaccia di tanto in tanto in mezzo alle frasi da cioccolatino che ripete ogni 3X2 ma è ampiamente insopportabile per tutta l'avventura.
E quindi si va avanti così per tipo 10/12 ore, aspettando la svolta che non arriverà mai e faticando a tenere su entrambe le palpebre tra scenette insignificanti e dialoghi al limite del ridicolo.

Vedi quelli lì? Sono i coglioni che si aspettavano il gioco del secolo...

Ma dici, mica tutti possono mettersi a competere con Irrational Games no? Eh infatti...Vediamo se sto gioco è divertente almeno. 
Ve lo dico subito: manco per la fava.

The Last of Us è lento, lento come la morte. E' un action adventure di quelli prevedibili come pochi. 
Libertà di scelta zero: c'è sempre solo una strada da seguire nonostante alcune location siano molto generose in quanto a dimensioni. 
Il level design per quanto ispirato (ma talvolta un pò riciclato tra una location e l'altra) offre davvero troppe possibilità di nascondiglio, alcuni ripari sembrano veramente piazzati in mezzo ai percorsi per dire "Ehi ciccio, nasconditi qui che tanto esce fuori qualcuno".
L'esplorazione è tra le cose più noiose che ci possa essere: obbligare il giocatore a girarsi chilometri di mappa per cercare risorse senza mettergli davanti alcun pericolo; vi capiterà di esplorare case, cantine, soffitte, garage e altre strutture senza incrociare nemmeno l'ombra di un nemico.
Di fatto non c'è mai il fattore sorpresa in TLOU: se ci sono nemici in vista la musica di sottofondo o le urla dei nemici lo sottolineano e tu ti metti in guardia, puoi pure avvisare mamma a casa che fai un pò tardi perchè hai incontrato gli zombie per strada e di aspettare a mettere la pasta. 

Tra i vari infetti potreste anche incontrare Beppe Grillo. Ditegli che avete votato il suo movimento o vi attaccherà.

Le missioni sono sempre le stesse, anzi è praticamente SEMPRE LA STESSA MISSIONE: vai da un punto A ad un punto B (in mezzo recupera questo o quell'altro oggetto).
La collaborazione con la ragazza è ridotta all'osso: aiutala ad attraversare, aiutala e salire, aiutala a fare i compìti, aiutala a spazzolare i capelli.
L'unica cosa che si salva? L'intelligenza artificiale. Perchè va detto: nemici umani ed infetti vi danno la caccia come se non ci fosse un domani, rendendo ogni scontro molto teso vista anche la mancanza di proiettili....Per la prima ora di gioco. Dopo pochissimo infatti potrete trasportare nel vostro zainetto da campeggiatori un arsenale che manco Schwarzenegger sul gommone in Commando era riuscito a portarsi dietro. Pure le munizioni si troveranno a frotte e da lì in avanti non dovrete temere alcuno scontro, visto anche che Joel in corpo a corpo fa delle vere e proprie stragi, manco fosse Nathan Dr...ops!

E allora cos'ha di originale TLOU? Il crafting? La sensazione di sopravvivenza? Manco per la ceppa. 
Tutto ciò che di survival vedete nel titolo Naughty Dog c'era già ed era reso anche meglio nel piccolo grande capolavoro di Ubisoft: I Am Alive (di cui potete leggere la recensione del sottoscritto).
D'altro canto il "talento" di Naughty Dog è sempre stato questo, in questa generazione: arraffare qualche buona idea altrui, mescolarla e tirarci fuori il proprio blockbuster. Così, come se i tre Uncharted (tutti uguali) non fossero stati abbastanza i sapientoni hanno ben pensato di tirare fuori sta roba qui, che non è il Messia che tutti quanti aspettavano, anzi....

La verità è questa: The Last of Us è una GIGANTESCA PRESA PER IL CULO. Una presa per il culo portata sapientemente avanti da Sony però che ha trollato praticamente tutto il mondo con questo screen qui:

SECCHIONE SECCHIONE SECCHIONE!

Comunque sia non mi sento di mettere in croce Sony per un'operazione di marketing così magistrale, anzi. 
Il mio più profondo disprezzo va a tutte quelle testate che si sono prestate a questa pantomima verso un gioco che di Capolavoro non sente nemmeno l'odore da lontano, anzi, per quanto mi riguarda sfiora anche il flop se rapportato alle aspettative stratosferiche che si portava dietro da quasi due anni.


P.S. Il titolo suggerisce un profondo senso di sopravvivenza, direte. Macchè, il titolo vuol dire solo che i protagonisti portano una sfiga tremenda visto che SPOILER: chiunque si unisca a loro ci rimane secco.

P.P.S. Ellie, una ragazzina di 14 anni con la magliettina rosa e la coda di cavallo, a un certo punto (DAL NULLA) diventa Clint Eastwood.

P.P.P.S. Graficamente il gioco merita. Le musiche, invece, fanno cagare.

domenica 2 giugno 2013

Solo Dio Perdona - Nicolas Winding Refn se ne fotte di tutti



Quando l'azienda per cui lavoro mi ha chiesto se volevo andare a vedere il nuovo film di Nicolas Winding Refn, in anteprima, lo scorso 21 Maggio, ho sgranato gli occhi e ho ovviamente dato la mia disponibilità, nonostante il film fosse in lingua originale con i sottotitoli (cosa che non amo particolarmente)...Ma tanto poco dopo ho scoperto che non sarebbe stato un problema.

Dopo Drive, di Nicolas Winding Refn mi ero fatto una grande opinione. Uno di quei registi che ti mette Ryan Gosling sullo schermo e gli fa dire quattro parole in croce, gli fa recitare delle scene di violenza al limite del sadismo e non gli fa fare sesso con nessuna donna. Un regista coraggioso, che tira fuori un film "scomodo" che però piace a tutti, anche a quei tizi con la puzza sotto al naso del festival di Cannes, che lo acclamano e gli danno pure il premio come miglior regista, e avrei anche voluto vedere...

Ma torniamo al suo nuovo film. Julian (Gosling) e suo fratello gestiscono una palestra di Muai-thai a Bangock, che ovviamente è una copertura per un traffico di droga. Quando il fratello di Julian stupra e uccide una sedicenne si trova a dover fare i conti con un inquietante personaggio: un poliziotto in pensione che regola i conti con il sangue. Julian è combattuto tra il lasciar correre (in fondo suo fratello ha avuto ciò che meritava) e le pulsioni di sua madre (una splendida e volgarissima Krstin Scott Thomas) che pretende vendetta per la morte del figlio.

          Uno degli antagonisti più fighi di tutti i tempi. Un tizio che si tira fuori la spada dalla colonna vertebrale ogni volta che deve ammazzare qualcuno

Nelle circa due ore di proiezione assistiamo ad un film che nessuno si aspettava, così lontano da Drive e così meravigliosamente intimo. Solo Dio perdona è un film che Refn VOLEVA FARE, si vede, si percepisce ad ogni inquadratura. Il legame viscerale del regista con tutto quello che accade sullo schermo è quasi onirico. E poi c'è la regia. Il danese muove la macchina da presa lentamente, prendendosi il tempo di farci scorgere ogni dettaglio, prima di esplodere nel rappresentare l'inaudita crudezza che si insinua tra le crepe del film.
Pochissimi dialoghi, ritmo blando, quasi ipnotico. Alcune sequenze sembrano a metà tra il sogno e la realtà, tra l'assurdo e il paradossale. Poi la violenza, così poca ma così concentrata che lo spettatore è quasi bramoso di vederla. Poi c'è una Bangock così artificiosa da sembrare quasi un gigantesco negozio di luci al neon, con queste scenografie meravigliose ed una colonna sonora ancora una volta da applausi.

Il percorso del protagonista è ancora una volta perfetto, ogni sua azione, ogni sua parola (delle circa 5 che pronuncia in tutto il film) ha un significato ben preciso. E se alla fine si potrebbe pensare di aver assistito ad un film incompiuto, dopo pochi istanti ci si accorge che è solo una sensazione data da uno di quei finali che sono perfetti così, anche se non li capisci immediatamente.

Quello che fa grande un film è proprio questo: se una volta uscito dalla sala continui a riflettere su tutto quello che hai visto, ti fai delle domande e se quelli che ti stanno intorno ti dicono "Sembri un'altra persona" allora la pellicola ha fatto il suo corso completo dentro di te, ha lasciato il segno.

La scena di combattimento più intensa ed emotivamente sfiancante che abbia mai visto in un film.

Poco importa se a Cannes il film è stato fischiato come poche altre cose o se la maggior parte delle persone che l'hanno visto o lo vedranno rimarranno delusi da un mancato Drive 2.

Nicolas Winding Refn se ne fotte di quello che pensiamo tutti. Lui fa il cinema che gli piace fare e riesce ancora una volta a dare vita a un cult da ricordare. Lui è un grandissimo regista, anzi di più, è un artista.

E io sono stato fiero di avergli stretto la mano.